La terra non è madre, meglio non affezionarsi troppo
giulia
Il conservatorismo ambientalista, costantemente mosso dall’infantile paura dei cambiamenti dell’ecosistema, dovrebbe interrogarsi sulla fallacità delle proprie previsioni e sull’inutilità dei conseguenti interventi finalizzati a bloccare la vita in costante evoluzione del pianeta terra.
L’intera umanità sta ballando sul ponte del Titanic, un ponte formatosi in qualche miliardo di anni e che fra qualche era finirà inghiottito da un buco nero, seguendo il destino di altri miliardi di corpi celesti.
Sotto il sottile “ponte”, su cui balliamo da relativamente pochissimo tempo,
si agitano energie dirompenti e ingovernabili.
La nostra madre terra è un organismo vivo, pulsante, formato di tante zattere galleggianti sopra fuoco, gas e lave incandescenti che si agitano incessantemente, provocando movimenti in superficie, causando modificazioni dell’aspetto fisico della crosta terrestre, terremoti, eruzioni vulcaniche, tsunami, inondazioni e quant’altro.