Il titolo del convegno organizzato da Radio Radicale il 14 febbraio scorso iniziava con le parole “Verità e menzogne”.
La persona più ascoltata e applaudita nella manifestazione, in quanto protagonista principale e quindi testimone unico nella vicenda di Eluana Englaro, responsabile dell’applicazione del protocollo concordato col tribunale, è stato l’avvocato neurologo Carlo Alberto Defanti. Il medico aveva, pacatamente ma fermamente, accusato i media e alcuni suoi colleghi di aver detto enormi falsità sullo stato della donna che solo lui aveva seguito momento per momento fino all’ultimo respiro.
Il dr. Carlo Alberto Defanti era stato a quel convegno sulla verità contro le menzogne imperanti per dare un grande esempio di trasparenza e lealtà, parlando di tutto, persino di fotografie che mai e poi mai erano state scattate.
Ecco quindi le parole esatte pronunciate dal dr. Defanti:
febbraio 26th, 2009
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Sembra un paradosso ma proprio quando tutti i partiti che si rifanno alla sinistra comunista o sedicente democratica sembrano scomparire, la loro anima identitaria imbevuta di cultura illiberale, eterno disprezzo per l’avversario, radicalizzazione del confronto, visione romantica e salvifica del fine da raggiungere, che li ha sempre caratterizzati, ormai permea le coscienze di una moltitudine trasversale di militanti e simpatizzanti di qualunque orientamento politico si tratti.
Il caso Englaro e la durissima guerra sul testamento biologico ne sono l’ultima dimostrazione.
febbraio 23rd, 2009
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Quel silenzioso terzo partito
“Proviamo a riprendere fiato. Il conflitto fra i difensori del «diritto alla libertà di scelta» e i difensori della «sacralità della vita» è degenerato nel modo in cui sappiamo. La violenza dello scontro ha coinvolto le istituzioni al massimo livello e ha spaccato il Paese. Due partiti nemici (si badi: ho detto nemici, non avversari) si fronteggiano e nessuno sa come andrà a finire. Come sempre in questi casi, è scattato, nei due campi, l’ordine di mobilitazione generale, la militarizzazione delle coscienze è in corso, e la consegna, per le opposte schiere, è di non fare prigionieri. Eppure, nonostante la violenza del conflitto, e la polarizzazione che l’accompagna, non è così facile (come vorrebbe farci credere la propaganda dei due contrapposti partiti) spazzare via i dubbi che le persone di buon senso, quali che siano le loro convinzioni morali, devono per forza nutrire di fronte a una vicenda come quella di Eluana. Anche se non è detto che i protagonisti ne abbiano piena contezza, l’intrattabilità politica del tema trova una eco nei «trasversalismi » e in certe contorsioni che si manifestano in queste ore nell’arena pubblica.
Se il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, sceglie di non seguire il leader dello schieramento cui appartiene, aprendo così una frattura difficilmente ricomponibile
febbraio 9th, 2009
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